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IBO SINGULARITER DONEC TRANSEAM
18/02/2008

Tramvia sì, tramvia no, l'Italia dei cachi

Ha vinto il sì, che poi voleva dire no alla tramvia (in Italia c'è qualcuno che è nato apposta per confondere le idee), ha vinto per poco, ma d'altra parte in pochi sono andati a votare; anch'io non ho votato per vari motivi:

1) Mi faceva fatica uscire di casa e soprattutto non so dove ho messo il certificato elettorale

2) A cosa sarebbe servito il mio voto, tanto Dominici (come lo chiama Sgarbi) ha sempre detto che se vinceva il sì, cioè il no, non gliene poteva fregare di meno e se vinceva il no, cioè il sì, tanto meglio così

3) Sono favorevole alla tramvia, ma poiché tutti i giorni quando vado a lavorare mi sembra di giocare al gioco dell'oca (io lavoro nell'occhio del ciclone, proprio davanti alla futura stazione) ne ho pieni i cosiddetti di cantieri e deviazioni e soprattutto sono stufa di lavori che non finiscono mai

4) Non mi va di dare sostegno ad una giunta che tiene il sacco ad un manipolo di costruttori e faccendieri che da anni imperversano nei lavori pubblici fiorentini

5) Il mio non era un no, anzi un sì (non si capisce più nulla vero?) alla tramvia, ma un rifiuto verso gli incapaci arroganti che da tempo amministrano allegramente la nostra città, appellandosi ad una nuova materia giuridica, il diritto amministrativo creativo

No, non sono una Razzanelliana, me ne guardo bene, mi sento molto più una grillina, ma bisogna far attenzione, perché a Firenze, per l'Ascensione, i grilli li mettono in gabbia.

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categorie: sblogloqui quotidiani
14/02/2008

Un po' di smancerie

Che sia l'amore (Emily Dickinson)

Che sia l'amore tutto ciò che esiste
È ciò che noi sappiamo dell'amore;
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia nel cuore.

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categorie: potpourri
12/02/2008

Novità

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29/01/2008

Il coraggio dello scrittore

 

Si riparte. Anche quest’anno farò parte della giuria dei lettori del   

Premio letterario del Chianti, un evento che si ripete dal lontano ’87 e che ogni anno ha visto crescere la propria fama a Firenze  e dintorni in modo esponenziale. I cinque libri in concorso sono già arrivati, ho iniziato a leggere il primo e gli altri quattro mi occhieggiano dalla madia. Vorrei essere uno di quei lettori veloci che riescono a divorare un libro in un giorno ed a ricordarne pure il contenuto; ma non si può avere tutto, così mi contento delle mie quotidiane pillole di lettura, perché, mi dico, in fondo questa è comunque una bella esperienza che da una parte mi dà un senso di onnipotenza e dall’altra mi fa sentire anche un po’ in colpa. Chi sono io per giudicare uno scrittore? Sì, ho qualche vaga competenza tecnica data da una lontana laurea in lettere e da un costante amore per la lettura, ma niente di più. Tuttavia è anche vero che chi, se non il lettore, può dare un giudizio su un’opera letteraria? Devo riconoscere che in tutti gli scrittori c’è una grande audacia ed una sorta di masochismo che li porta a sottoporsi a prove che possono minare nel profondo il loro amor proprio. Ricordo, in una passata edizione del premio, la faccia mesta di una concorrente che aveva ricevuto soltanto otto preferenze: la signora si consolò pubblicamente sostenendo che in fondo anche il suo poteva essere considerato un record …. negativo.

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categorie: libri
25/01/2008

Eventi del giorno

- E' CADUTO IL GOVERNO!

- E ORA A PRODI CHI GLIELO DICE?!

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categorie: sblogloqui quotidiani
23/01/2008

Libri e leoni

Che cosa accade quando un leone entra in una biblioteca? Nessun regolamento contempla questo caso e la rigidità della mente umana non consente di adattare le regole ad eventi così straordinari. C'è un bel libro per bambini da 5 anni in su, che mi ha consigliato un'amica bibliotecaria, intitolato Un leone in biblioteca; io ne ho già ordinato una copia per mia figlia e non vedo l'ora di leggerglielo.

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categorie: libri
21/01/2008

Dolce come lo zucchero

E’ a dir poco insolito vedere una bella estetista che prepara un tegamino di zucchero caramellato, lo assaggia con molto gusto e poi lo applica con decisione sulle gambe pelose di una cliente. A queste scene, per così dire un po’ caserecce, noi donne occidentali non siamo abituate, ma questo è il bello di Caramel, il film della giovane regista libanese Nadine Labaki. E’ una storia semplice, di amori corrisposti e non, di inconfessabili diversità, di dedizione all’altro, ma soprattutto di contrasti fra tradizione e modernità. Lo consiglio per la leggerezza con cui questi temi vengono trattati.

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categorie: cinema
16/01/2008

Cinofobia

All'università i cani non sono ammessi!

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categorie: sblogloqui quotidiani
15/01/2008

Speranze mal riposte

La musica sveglia il tempo: questo titolo mi ha talmente stuzzicato che ho piantato in asso i vari libri che stavo tirando avanti stancamente per immergermi in questa ultima opera di Daniel Barenboim, che ho ricevuto in regalo per Natale. Anche il risvolto di copertina prometteva bene:

“Questo non è un libro per musicisti o per non-musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire le corrispondenze fra musica e vita, e la saggezza che diventa comprensibile all’orecchio pensante. Tali scoperte non sono privilegi riservati ai musicisti di grande talento che fin dalla più tenera età ricevono un’educazione musicale, né una torre d’avorio o un lusso riservato ai ricchi; sono convinto che sviluppare l’intelligenza dell’orecchio sia una necessità fondamentale.” Mi sono detta: finalmente conoscerò qualche trucco per sapere tutto ciò che non ho mai osato chiedere sulla musica. In realtà, salvo alcune parti dove l’autore fa interessanti parallelismi tra la musica e la filosofia e dove racconta della bella esperienza relativa alla West-Eastern Divan Orchestra, il workshop fondato da Barenboim e Edward Said che ogni estate invita giovani musicisti d’Israele e dei Paesi Arabi a lavorare insieme in orchestra, il resto del libro mi ha un po’ deluso. Per chi come me è piuttosto ignorante di musica soprattutto dal punto di vista teorico, alcune parti sono decisamente oscure, inoltre, se si vogliono capire meglio alcune osservazioni sulla musica e le opere di Wagner, Mozart, Beethoven è necessario avere a portata d’orecchio i brani citati dall’autore. In sostanza se qualcuno come me pensava, nel leggere questo libro, di gettare le basi per imparare a suonare il violino, è bene che si accontenti di continuare a suonare il campanello.

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categorie: libri
10/01/2008

La sostenibile leggerezza dell’angolo giro

 

“La sostenibilità va declinata a 360° gradi”: mentre sfaccendavo intorno ai fornelli, con la “coda dell’orecchio” colgo questa frase pronunciata in televisione da un dirigente di Confesercenti al microfono di un impassibile giornalista. La prima cosa che mi è venuta in mente è stato Nanni Moretti mentre schiaffeggia una giornalista che gli parlava di “trend negativo” nel film Palombella Rossa; poi, ho tentato un’analisi in costituenti immediati (vd. grammatica generativa) del sintagma citato. Risultato: nulla assoluto. Mi chiedo, ma come si fa a declinare la sostenibilità: sostenibilita, sostenibilitae, sostenibilitae, sostenibilitam, sostenibilita, sostenibilità …. e se fosse neutro? Meglio non approfondire. E ancora, ma se la declino come faccio a sostenerla? Rischio di perdere l’equilibrio, e poi questo imperativo categorico mi risulta un po’ fastidioso. Quanto alla declinazione di 360° ho qualche difficoltà a capire come si fa a fare una rotazione completa contemporaneamente ad una inclinazione, sì, devo ammetterlo la matematica non è mai stato il mio forte e forse mi sfugge qualche concetto. E se chiedessi aiuto all’astronomia? Forse il tizio non parlava di “bottegai”, ma delle problematiche legate alla rotazione terrestre (di 360°) intorno all’asse inclinato e la sostenibilità era da riferire all’effettivo peso specifico dell’umano globo.

Tutto questo mi fa venire in mente la barzelletta dell’angolo retto che bolle a 90°.

Comunque sono bene accetti suggerimenti ed interpretazioni, buon divertimento.

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categorie: sblogloqui quotidiani