Dallo Zecchino d’oro al Nuper di Dufay
Avevo la pancia (non per un’indigestione) ed un certo giramento perché sapevo che di lì a poco la mia vita sarebbe cambiata; un’amica mi disse: “O perché non ti fai un bel corso di canto carnatico?†Io, sempre pronta ad accogliere certi suggerimenti, trovai proprio quello che faceva per me: cantare per accompagnare il dolore del parto, un’esperienza davvero singolare. Poi mi servì a poco, ma questo è un altro film. Di fatto la musica mi è sempre piaciuta, da bambina mi sciroppavo ore di Zecchini d’oro, Canzonissime e Sanremi e intanto, mio nonno, sarto ed appassionato di lirica, mentre cuciva i vestiti per le
Poi, qualche anno dopo, un amico mi fece ascoltare i Pink Floyd ed i Led Zeppelin (The song remain the same, wow!) e da lì in poi, per una sorta di evoluzionismo darwiniano, spesi i miei magri capitali in concerti degli Area, Pino Daniele, Manhattan Transfer, Banco, PFM, senza contare l’acquisto di quintali di vinile per ascoltarmi ad esaurimento Weather Report, Al di Meola, Gino Vannelli, Al Jarreau e chi più ne ha più ne metta.
Tuttavia, già a quel tempo non disdegnavo la musica classica; mentre preparavo gli esami all’università mi ascoltavo a palla none di Beetowen, notturni di Chopin, Sogno d’amore di Listz e tanti altri autori sconosciuti di altrettanti pezzi sconosciuti. Non ci capivo un acca, non conoscevo la musica (salvo brevi studi di triangolo a scuola e qualche stecca al flauto dolce) però mi piaceva un casino. C’era qualcosa che mi sarebbe piaciuto fare con la musica, ma ancora l’avevo identificata; intorno ai quarant’anni ho avuto l’illuminazione: cantare. Non potevo fare la solista, primo perché non ho le palle (per cause di forza maggiore), secondo perché sono ormai un po’ stagionatina, ma potevo cantare in un coro, e così è stato. Da quel momento sono entrata in un mondo di cui non conoscevo l’esistenza: in ogni angolo della città c’è un gruppo di cantori, o sedicenti tali, più o meno preparati, ma tutti rigorosamente non professionisti, che se ne vanno in giro per teatrini e chiese ad allietare o a distruggere i cosiddetti ad amici, parenti e casuali spettatori. Così, mi sono ritrovata con la pancia di nove mesi in un gruppo di simpatici squinternati a cantare Palestrina, Gabrieli, Monteverdi e il Nuper rosarum flores di Dufay nella bellissima chiesa del monastero di Vallombrosa, con la piccoletta che continuava a ruzzolare e scalciare, non so se per farmi smettere o perché le piaceva, (forse la seconda, perché oggi, fra le canzoni che mi chiede di cantare c’è anche il Gloria di Vivaldi). 
IN CONDOMINIO
Estratto da un regolamento condominiale:
I signori condomini sono pregati di rispettare le regole della civile convivenza e l'ascensore.
Come mantenere i rapporti di buon vicinato? Ecco qua un interessante suggerimento
AIUTO!
Sono agli arresti domiciliari per malattia figlia (che non mi dà pace un attimo); mandatemi delle arance virtuali.
(Saluti a marco conidi che ha cominciato a stressare anche me)
Ritornello
Kili kili kili kili
wootch wootch wootch wootch
kean ken kean ke ha ha
Già son due giorni che canto così
il motivetto che fa impazzir.
Rit. Kili...
È contagioso non so dir buon dì
tutti i vicini saluto così.
Rit. Kili...
Il Professore che mi visitò
accanto a me pure si contagiò.
Rit. Kili...
In manicomio mi fecero andar
allora i matti si misero a cantar.
Rit. Kili...
E sulla luna il dottor mi spedì
dove i lunatici ci parlan così.
Rit. Kili...
Or cari amici scappate da qui
per non cantar quest'arietta così.
Rit. Kili...
Non sono impazzita, è una canzoncina per bambini: girellando sulla rete ho trovato un sito molto interessante, soprattutto per quei genitori che tentano disperatamente di imparare le canzoncine che i figli cantano all'asilo e poi pretendono di risentire a casa. (Mago Zurlì e Zecchino d'oro insegnano!) 
Chi vota vale, chi vale vota, chi non vota è un vile.
Elezioni delle RSU (rappresentanze sindacali unitarie) negli enti locali dal 15/11 al 18/11.
Dopo oltre un decennio di militanza sindacale mi hanno chiesto un contributo alla stesura del programma elettorale, et voilà :
SEI CHI VOTI, SE VOTI SEI
ESTERNALIZZAZIONI: basta con i parassiti, buttiamo i dirigenti dalle finestre
PRECARI: Vogliamo pollai più dignitosi per i co.co.co. Basta coi mangimi OGM
FAMIGLIA: che palle queste mamme! Potere alle suocere
LEGGE 626: Cantieri sicuri
quartieri agli scuri
banchieri oscuri
portieri più duri
destrieri più puri
sciuri sciuri
RISORSE: senza lilleri non si lallera
PERCORSI DI CARRIERA: prendiamo la corriera
CONCORSI: "Il ruffiano d'oro" "Il premio Bustarella"
Basta coi raccomandati, le raccomandate costano meno
CONT-RATTI: ...... e che ci hanno fatto questi poveri talponi?
Il sindacato si impegna anche nelle grandi battaglie civili:
- Integrazione dei buthanesi
- Sì al referendum per la liberazione dei sette nani
- Pace maledetta e subito
- Difendiamo la costipazione: no alle purghe!
VOTATE, VOTATE, VOTATE! 
Che forza questi bambini!

La quinta partendo da sinistra è mia figlia che si sta allenando per le gare di sollevamento pesi delle prossime Olimpiadi.
Questo sì che è amore!
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(Eugenio Montale, Satura, Xenia II)
Madonna che ponte!
Progetto iniziale: andare nelle Marche per un giro natural-culturale di quattro o cinque giorni. Auspici metereologici disastrosi, campeggi chiusi, cambio di programma. Si va a Genova, tanto al mare c'è bel tempo; obiettivo: acquario, Città dei Bambini e bighellonamenti per la città . Ma questa volta la fortuna non ha arriso agli audaci: tre giorni di pioggia, fango, ed ho pure scoperto che soffro di claustrofobia, sob. Con le pive nel sacco ripieghiamo sulla casa di campagna, dove mi sono dedicata a passeggiate micologiche, letture, studi musicali ed elezioni americane.

una splendida amanita muscaria

pennenciole (non conosco il nome latino)

funghetti non ben identificati
Per consolarmi del disastro americano mi sono fatta un bel risotto e, strano a dirsi, sono sempre qui.
Saluti ai miei fedeli lettori (confesso che ho avuto una crisi blogica, ma ora mi sono quasi rimessa)