Non sopporto l'informatica!
Questo template vive di una vita propria, di html non so proprio niente, ma ora comincio ad incazzarmi. Come cavolo si fa ad inserire delle immagini nel template? Ho cercato anche di cambiarlo, ma è stato un disastro. Sono frustrata come una casalinga di Voghera.
Con il Verdi non si scherza
Dopo aver cantato cori verdiani per mesi e mesi, il grande musicista ci è venuto un po’ sui cosiddetti, e così con la mia compagna di destra del coro (lo so che sembra un ossimoro), abbiamo cominciato a cazzeggiare con gli incipit dei pezzi più conosciuti. Il gioco è molto divertente, ecco alcune ardite variazioni che sicuramente avranno fatto rigirare nella tomba il librettista dell’Ernani:
“Si ridesti il Leon di Castiglia” = incipit originale
Seguono le cosiddette Kakkiate Verdiane:
Il marito al ganzo della moglie:
”se ne vada lontan mille miglia”
pescatore animalista: 
”butta in mare il polpo e la triglia”
Sesso e foresta:
”il serpente nell'atra boscaglia”
la famiglia dei gobbon:
”gobbo il padre la madre e la figlia”
Incidente accaduto ad una lavandaia:
"si ripeschi il sapon di Marsiglia"
Pulizie di Pasqua:
"si rinfreschi d'otton la maniglia"
Il rancio della truppa:
"si rimesti il pastone in poltiglia"
Un parente è implicato nella tratta delle bianche:
"stiamo freschi! un lenone in famiglia!"
Viene bene anche con “Gli aranci olezzano” dalla Cavalleria Rusticana di Ma scagni:
“Gli aranci olezzano sui verdi margini, cantan le allodole tra i mirti in fior”
I caci puzzano sopra le mensole, corron le piattole tra i cavolfior
Qualcuno vuole giocare?
Urlo di mamma
Cercavo per mia figlia in libreria Chi me l’ha fatta in testa, un simpatico libretto sulla cacca, non trovandolo ho chiesto informazioni ed una commessa mi ha indicato un altro titolo dello stesso editore, Urlo di mamma di Jutta Bauer. L’ho preso per dargli un’occhiata, ma un po’ diffidente perché solitamente chi lavora nei supermercati del libro non ha grandi conoscenze in merito; ho dovuto ricredermi, è un libro bellissimo, molto utile anche agli adulti per farli riflettere sui rapporti con i figli, lo consiglio a chi ha voglia di pensare al suo ruolo di genitore.
Lettera a Babbo Natale
Caro Babbo, lo so che quest'anno non sono stata uno stinco di santo, ho ripreso la militanza sindacale, ho sparlato dei politicanti che governano il mio comune, non ho ancora battezzato la mia figlioletta, ho pestato la coda al gatto con intenzione, ho guardato con libidine Richard Gere e Bruno Vespa, ho cantato a squarciagola la Marsigliese pensando che Fratelli d'Italia fa schifo ed ho avuto altri indicibili pensieri impuri, ma visto che bisogna perdonare chi sbaglia, vorrei che tu mi portassi quella collanona a forma di serpente della Breil che mi sembra tanto arrapante.
AUGURI A TOUT LE MONDE
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
Abraham Yehoshua riveduto e corretto

"Il protagonista, direttore nell'ufficio del personale di una grande azienda, una mattina si trova in casa una silenziosa donna delle pulizie, che diventa per lui qualcosa di molto importante. Fino a quando un uomo si fa esplodere sull'autobus che passa sotto casa e uccide la donna. Sarà il protagonista a sbrigare le pratiche nell'obitorio e a raccogliere i poveri resti della donna della quale, forse, si scopre innamorato." Questa è la descrizione del contenuto de "Il responsabile delle risorse umane" che si legge sul sito della Feltrinelli.
Ho finito da poco di leggere questo libro, che ho trovato un po' lento e con qualche pagina di troppo, e con grande stupore mi sono accorta che la trama sopra descritta non è corrispondente al vero.
1) La silenziosa donna delle pulizie non è la domestica del protagonista, ma un'addetta alle pulizie della grande fabbrica di pane dove il suddetto è responsabile delle risorse umane
2) La donna muore a causa di un attentatore che si fa esplodere in un mercato, e non sotto casa del protagonista.
3) L'autobus non c'entra proprio niente.
4) La questione dell'innamoramento è decisamente tirata per i capelli, in realtà il protagonista è affascinato da questa donna misteriosa di cui pian piano viene a scoprire la vita e la famiglia.
Mi viene il sospetto che chi ha fatto la "recinzione" (come dice il mio amico Pino) non si sia degnato di leggere il libro e neppure il risvolto di copertina. Che tempi!
.... con tutte quelle bollicine ....
Breve cronaca di una tournée a Reims.
Venerdì 10 dicembre: partiamo alle 17,30 da Firenze e dopo un viaggio decisamente scomodino, con sosta tecnica alle 2 di notte (proprio quando cominciavo ad appisolarmi) e fila davanti ai cessi di una squallida e nebbiosa area di servizio (è incredibile come in questi casi si scateni l'apparato urinario delle donne), arriviamo nella zona industriale di Reims, dove ci attende il comitato di accoglienza: un tristo faccendiere del comune tirato fuori dalla naftalina per l'occasione.
Il calendario degli impegni è serratissimo: cocktail di benvenuto alla Mairie, discorso, biscottini, champagne e foto, con grande gioia delle coriste giapponesi che si scatenano in un'orgia di flashes.
Pranzo in piedi in boulangerie e sfidando gli elementi, nebbia, freddo polare e pioggerellina inzuppavillano, uno sparuto gruppo di intrepidi ed io, visitiamo Notre Dame e la chiesa di Saint Remis.

A metĂ pomeriggio visita alle cantine Pommery: ah, ah, nella mia abissale ignoranza in materia enologica pensavo che lo champagne stesse nelle botti, senza rendermi conto che le innocue bollicine che fanno il perlage nel bicchiere, ammucchiate tutte insieme in ettolitri di liquido potrebbero scatenare un'altra Hiroshima.

In realtà , il mitico Pommery viene pazientemente inserito in un numero incontabile di bottiglie, perfettamente allineate in Km e Km di sotterranei (qualcuno ha tentato di imboscarsi ma è stato severamente redarguito dalla guida, splendida carabiniera dagli occhi blu e culo a mandolino). A fine visita assaggino di champagne con corte serrata agli astemi caldamente invitati ad accaparrarsi ugualmente il prezioso flute.
Dopo un'incursione ai mercatini natalizi in perfetto stile giapponese, toccata e fuga, arriviamo all'ora di cena con una fame italiana; sognando lasagne e arrosti fumanti, ci spolveriamo un quadratino di paté con contorno di tagliatelle scotte e appallate, un pezzo di dolce e .... rizzati! Per lenire la fame intoniamo madrigali e capricciate, l'inno polacco e Fratelli d'Italia.
Il freddo ci ottunde la mente e paralizza le mandibole.

Ce ne andiamo a letto, confinando i russatori cronici in uno scantinato dell'albergo.
Domenica. Primo concerto (si fa per dire) nella splendida chiesa gotica di St. Remis: si cantano due pezzi e poi ci cacciano senza nemmeno un brindisino con il vinsanto. Nel pomeriggio abbiamo finalmente il nostro momento di gloria: concerto al teatro di Reims. Per vederci devono pagare 8 euro, speriamo bene!
Attacchiamo con la Marsigliese, siamo un po' paraculi, ma d'altronde .... Poi Verdi a tutto spiano: coro del Nabucco, i Lombardi, l'Ernani, l'Assiria, per finire con un mix natalizio, un po' palloso, ma efficace. E' fatta, standing ovation, ringraziamenti, foto col maestro e ricevimento: panettone e champagne, questa volta ad libitum; seguono cori fraterni e scambi culturali, cantiamo il nostro pezzo forte Quand je bois, lo champagne fa il suo effetto, rallegra ma non sbronza. Ce ne andiamo fra baci e abbracci ed un "O sole mio" di Mario, tenore in carne.
Trasferta finita, domani partiamo. Pigiama party per scolare l'ultima bottiglia di champagne fra foto, schiamazzi e slanci giovanili dei coristi settantenni.
Lunedì: pensiari annebbiati, ma ancora tanta voglia di cantare: dopo un ruttino (ops) e quindici ore di pulman la sbornia è passata, peccato.
Partenza!
Stasera parto per Reims insieme ai miei amici coristi un po' anzianotti ma molto simpatici.
Sono previste sbronze a base di Pommery, scherzi da liceali in gita e cori sbracati in chiese e teatri.
La blog-cronaca al mio ritorno, au revoir.
Dove sono finiti i librai?
Ieri ho avuto l'infausta idea di fare un giretto per il centro di Firenze con il preciso scopo di visitare la nuova libreria Seeber, appena inaugurata: delusione cocente. La vecchia sede di questa libreria era una sorta di luogo di culto, vecchi scaffali di legno scuro, commessi sapienti, luce giallina come quella dell'abatjour sul comodino, insomma, il posto adatto per il libri. La nuova Seeber è il classico supermercato, ci mancano i carrelli con il buchetto per infilare 1 euro, ma in compenso ci sono i cestini: un chilo di cipolle, una confezione di Dash e 5 libri, et voilà , la spesa è fatta; luci bianche che spalmano tutto, musiche fastidiose, gente dappertutto, nessuno per chiedere un consiglio. Morale: per riprendermi me ne sono andata alla libreria Claudiana gestita da un ex collega, un vero libraio, capace di intuire e soddisfare le necessità del cliente/lettore: lì si possono fare due chiacchiere, spulciare qualche indice e nel frattempo approfittare degli utili consigli di Pasquale. Be', devo dire che è un po' come andare a far la spesa dal pizzicagnolo all'angolo, ti devi sorbire un po' di chiacchiere, ma almeno non ti senti un essere trasparente in mezzo alla folla indifferente di un centro commerciale.

Natale e figli
Non mi piace il Natale con annessi e connessi, non mi piace riempirmi di cibo nelle case dei vari parenti, non mi piacciono gli addobbi, la corsa agli acquisti, lo scartamento coatto dei regali la sera della vigilia. Da anni, ormai, non facevo più l'albero, evitavo strippate e riunioni di famiglia, e talvolta me la svignavo verso mete lontane. Oggi, che ho una figlia piccoletta, ma abbastanza in grado di rendersi conto di ciò che la circonda (alberi, babbi-natale, ricchi premi e cotillons) mi chiedo se sia giusto imporle le conseguenze della mia repulsione per le feste e gli ornamenti. Forse dovrei pensare alla mia infanzia ed a quanto mi piaceva aspettare il Vecchio Barbone ed aprire i regali la mattina del 25. Tormentata da questi dubbi, e tutt'altro che entusiasta, ho comprato quattro palle di polistirolo con l'intento di farle dipingere alla bambina e poi attaccarle ad un albero che ancora non c'è. Che fatica! questa è la sensazione che prevale e guardandomi intorno, tra mamme intente a costruire addobbi, segnaposto ed a preparare regali per tizio e caio, mi sento proprio un pesce fuor d'acqua. Mentre mi dibatto in questi inutili problemi passa il tempo e chissà cosa penserà di me la piccola Marta. Speriamo che da grande non debba spendere un capitale dall'analista per scoprire che la sua mamma non le faceva godere le gioie del natale.
APPELLO
Aiuto, il Militante vuole chiudere bottega, chiunque passi da questo blog e vede questo appello cerchi di convincere il suddetto a non fare questo passo affrettato e irragionevole.
(Se mandi questo messaggio ad altri 10 bloggers entro 10 anni il tuo piĂą grande desiderio si realizzerĂ , se lo mandi a 5 entro 5 settimane ti arriverĂ a casa una forma di pecorino sardo, se lo mandi ad uno..... madonna che fannullone che sei, se lo cancelli e te ne freghi, mal te ne incoglierĂ (come diceva la strega di Biancaneve).)
Berlusconi ha un rivale nel Polo!

Il Polo ha scelto un nuovo candidato alla presidenza del consiglio per la prossima tornata elettorale. Finalmente un uomo che ha come obiettivo primario la giustizia sociale: Superciuk, che ruba ai poveri per dare ai ricchi, finalmente toglierĂ le pensioni sociali, diminuirĂ lo stipendio agli operai, porterĂ all'1% l'aliquota per i redditi superiori a 200000 euro e darĂ incentivi e finanziamenti alla sanitĂ privata.
Come diceva il buon Andreotti "lo stipendio logora chi non ce l'ha", meditate gente, meditate.