Sono piena di bollicine, sembro la strega Nocciola colpita dalle magie di mago Merlino: sono i postumi dell'uovo di Pasqua a cui non riesco a resistere. Una giornata speciale
Qualche giorno fa siamo uscite dal negozio per andare a casa, faceva un po’ freddino, ma il sole prometteva giorni migliori.
Siamo entrate in garage e tutto è stato sistemato.
Oggi è un gran giorno, finalmente, dopo mesi di inattività ce ne andiamo a fare un bel giro: treno più bici, e partiamo presto. L’aria è fresca, c’è un po’ di nebbia, speriamo che non piova. Dobbiamo arrivare per tempo alla stazione, gli altri ci aspettano per fare un biglietto collettivo.
Sfrecciamo sulla ciclabile lungo il fiume che scorre vorticoso, ieri è piovuto molto ed il livello dell’acqua si è alzato notevolmente.
Arriviamo puntualissimi: biglietti, orari, appuntamento tutto funziona come un orologio svizzero. Arriva il treno, c’è una carrozza intera per noi, ma siamo tanti, così ci accatastiamo un po’ ovunque, dove c’è posto. La gente ci guarda un po’ stranita: i soliti fissati!
Partiamo, il mondo scorre fuori dal finestrino senza neppure considerarci, ma insomma, l’importante è essere in giro.
Il percorso non è difficile, dicono, c’è solo qualche falso piano e un breve tratto di strada un po’ trafficata. Mi trovo subito in sintonia con le altre che, nonostante le rassicurazioni, arrancano lungo la prima salita .
Scatto, corona, scatto, rocchetto, rocchetto, corona, sgreeeng …. ci manca un po’ di lubrificante.
La fatica c’è, ma il paesaggio è bellissimo, mordo l’asfalto con grinta e passo in testa senza indugio.
Ci fermiamo per una sosta tecnica, mi sento osservata in tutti i particolari, è imbarazzante.
Bene, finalmente, olio alle catene e ripartiamo. In lontananza si vedono nuvole nere e noi dobbiamo andare proprio in quella direzione, accidenti, l’umido mi dà proprio fastidio.
Ora di pranzo, la meta è vicina, tutti si affrettano lungo l’ultima salita, qualcuno se la fa a piedi, che fortuna!
Ecco lo spiazzo erboso, ci buttiamo qua e là, sotto un albero, un cespuglio, un po’ di riposo ci voleva proprio.
Lo sapevo ….. comincia a piovere, addio pennichella! Ma no, è solo un dispettuccio del tempo che ci vuole tenere sulla corda. Mi appoggio ad un albero, molti mangiano, alcuni si guardano intorno, come me.
Quando ripartiamo sono di nuovo in forma. Adesso è tutta discesa, non un colpo di pedale. Qualcuno si butta a capofitto senza azionare il freno, imprudenti! Basta un attimo e zac, sai che ammasso di ferraglie. Torniamo sulla statale spazzata dalle auto dei vacanzieri. L’ultimo tratto verso la stazione è davvero noioso. A volte i lunghi percorsi pianeggianti sono più faticosi di un bello strappo in salita. Ma tant’è, dopo un breve giro per il paese raggiungiamo la stazione.
Il treno è in orario, ma l’organizzazione ferroviaria lascia un po’ a desiderare: ci stiviamo alla bell’ e meglio perché stavolta non ci sono vagoni riservati. Pazienza, il tratto è breve.
La stanchezza comincia a farsi sentire, l’ultimo tratto dalla stazione a casa sembra infinito. Ci siamo, si apre il cancello automatico, il garage …. non avrei mai creduto che essere una bicicletta fosse così faticoso!

Previsioni e ammiccamenti 
Oggi sono straordinariamente tornata a casa nella pausa pranzo, e mentre cercavo disperatamente di entrare nella tuta da sci rischiando la pulce secca sulla busecca (ovvero la ciccia della pancia), ho cominciato a zappingare alla ricerca di un telegiornale. Erano le 13,50, sulla maggior parte dei canali c’erano orridi cartoni giapponesi, soap opera, Maria de Filippi (presumo) e pubblicità, così mi sono rassegnata a guardare il TG4, che però stava finendo. Ho seguito distrattamente le notizie che sembrano sempre un estratto da Novella 2000 ed improvvisamente sono comparse le previsioni del tempo; dato che domani dovrei (il condizionale è d’obbligo perché sono a rischio di bidone) andare a sciare, ho deciso di guardare che destino mi aspetta. E’ proprio vero che non ci sono limiti alla decenza: il servizio meteorologico del TG4 è affidato ad una mezza calzetta, tutta curve e sdilinquimenti, che parla un italiano a dir poco maccheronico e, tra un ammiccamento e una quasi impercettibile mossettina che parte dalla testa ed arriva alle estremità, racconta le previsioni del tempo come la novella di Hansel e Gretel. Roba da rimpiangere il colonnello Bernacca, che non sarà stato un gran figo, ma almeno sapeva fare il suo lavoro.
A proposito, che tempo farà domani? mi sono distratta …..


Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.
Piove
da un ciclo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.
Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c'è terremoto
né guerra.
Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia,
e sulla greppia nazionale.
Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.
Piove
in assenza di Ermione
se Dio vuole,
piove perché l'assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l'ha ordinato.
Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull'uomo indiato, sul cielo,
ottimizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgocciola
sulla pubblica opinione.
Piove, ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.
(Eugenio
Montale, Satura II)
Se non smette di piovere mi trasferisco in California!