Siccome mi piacciono i giochi ed i libri approfitto del tormentone bloggeristico del momento, rubato al Militante.
1) I LIBRI DELLA MIA BIBLIOTECA:
Possiedo una libreria a cui sono molto affezionata, fatta di assi di legno di abete e pietroni grigi di cemento armato (ampiamente imitata dagli amici con numerose varianti). Lì ho stivato tutti i miei libri che un tempo lontano, quando aspiravo ad entrare nella setta dei bibliotecari, ho ordinato con la Classificazione Decimale Dewey, perdendo interi pomeriggi a cercare numeri contenuti in tre tomi enormi. Mi divertivo così, che ci vuoi fare. I depositari del mio sapere (i libri) sono così suddivisi in 10 classi generali che a loro volta si dividono in altre dieci sotto-classi, che a loro volta si suddividono in altre 10 sotto-classi, che a loro volta ............. sono matta, lo so. Comunque ho un progetto: comprare una casa più grande per non dover più dire “Questo libro non lo prendo perché non so più dove metterli”.
2) L'ULTIMO LIBRO CHE HAI COMPRATO:
La donna giusta di Sàndor Màrai, non l’ho ancora comprato, ma sto per poco. Al momento l’ho annusato, palpeggiato, leggiucchiato e poi, dato che non avevo soldi con me l’ho rimesso sullo scaffale.
3) IL LIBRO CHE STO LEGGENDO ORA:
Tiziano Terzani, La porta proibita – Alba Marcoli, Il bambino arrabbiato (ne ho i motivi) – Ariette Armel, Il giardino luminoso. Piero della Francesca e la regina di Saba – Come fare le collane (non ricordo l’autore) – Natalie Goldberg, Scrivere Zen. Manuale di scrittura creativa
4) ALCUNI LIBRI CHE CONSIGLIO:
A. Yehoshua, L’amante. Un autore che mi piace moltissimo e di cui non mi perdo un libro.
T. Terzani, Un altro giro di giostra. Tiziano è un mito, l’avrei voluto come maestro.
A. Oz, Storia di amore e di tenebra. La storia di Israele raccontata in una splendida autobiografia
R. Queneau, Esercizi di stile. Come viaggiare sull’autobus divertendosi
5) BLOGGER A CUI PASSARE IL TESTIMONE:
Chi vuole …… non mi piacciono le catene di Sant’Antonio.
6) CHI VORRESTI ESSERE SE DOVESSI RINASCERE:
Zoe, la figlia di Syusy Blady e Patrizio Roversi: che culo ha avuto!!!!!!
Stati d'animo e di corpo
Che succede quando ti va in tilt l'attività cerebrale? E' ciò che mi sta accadendo da qualche giorno,
ovvero da quando sono tornata a lavorare. I sintomi sono davvero inquietanti: una fame belluina, ricerca continua di una posizione sulla sedia tendendo comunque allo stravaccamento, rigetto di tutti i fogli sparsi sulla scrivania (nel senso che mi viene da vomitarci sopra), insofferenza verso i superiori con istinti omicidi, sfrenate fantasie su mete orientali, periodici brevi ritorni alla realtà con stupori e tremori e immediato ritorno alla più totale astrazione, progetti di fuga in villaggio maldiviano sulla scorta di "Velisti per caso", livelli di produttività meno di zero. Che fare? Zazzicare nei blog è come prendere il Buscopan quando hai una bestia che ti morde le budella; insomma, menomale che c'è Splinder, altrimenti, quando mi trovo in questo stato rischierei qualche gesto inconsulto.
Un po' di buonumore in questa valle di lacrime
(in una palazzina con officina artigianale sul retro)
(negozio di mangimi)
(ferramenta)
(panificio)
VENDESI GELATERIA, LIQUIDO TUTTO
(mobiliere)
(macelleria)
(polleria)
(sfasciacarrozze)
(negozio di fiori)
(abbigliamento)
(autofficina)
(fiorista)
(derattizzanti)
(lavanderia)
(negozio di biciclette)
SI RIPARANO BICICLETTE ANCHE ROTTE
(sul citofono caserma Carabinieri)
Le ninfette fanno breccia

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo la mattina, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”
Il solito libraio, che è sempre fonte di buoni consigli, mi propose, “Leggere Lolita a Teheran” della scrittrice iraniana Nafisi Azar, e da lì è nata la mia curiosità per il più celebre romanzo di Vladimir Nabokov, Lolita. L’impatto con l’incipit è stato folgorante, e da quel momento sono stata combattuta tra fascinazione (per una scrittura elegante e raffinata) e disgusto (per il contenuto decisamente scabroso del romanzo). La narrazione dei turbamenti del protagonista, Humbert, di fronte alla grazia provocante delle “ninfette” (come lui definisce le ragazzine), è di un realismo sconvolgente, tanto che mi sono chiesta se Nabokov non abbia avuto davvero certe tendenze. Ma ciò che più colpisce è la capacità di far apparire il protagonista, pedofilo impunito, come vittima della “perfida e maliziosa” Lolita, dodicenne scafata e rotta a tutte le esperienze.
Se si riesce a superare la repulsione per l’argomento trattato, sarà facile apprezzare lo stile narrativo e la capacità dell’autore di trasmettere attraverso la parola emozioni altrimenti indescrivibili.