... Questa m'è proprio garbata!!

SE ASCOLTO, DIMENTICO
SE VEDO, RICORDO
SE FACCIO, CAPISCO
(Confucio)
PICCOLI KAMIKAZE CRESCONO

Scherzi a parte, mi sembra davvero difficile prendere una posizione sulla nuova "questione palestinese".
L’antilingua
[...] Caratteristica principale dell'antilingua è quella che definirei il «terrore semantico», cioè la fuga di fronte a ogni vocabolo che abbia di per se stesso un significato, come se «fiasco» «stufa» «carbone» fossero parole oscene, come se «andare» «trovare» «sapere» indicassero azioni turpi. Nell'antilingua i significati sono costantemente allontanati, relegati in fondo a una prospettiva di vocaboli che di per se stessi non vogliono dire niente o vogliono dire qualcosa di vago e sfuggente. […]
La motivazione psicologica dell'antilingua è la mancanza d'un vero rapporto con la vita, ossia in fondo l'odio per se stessi. La lingua invece vive solo d'un rapporto con la vita che diventa comunicazione, d'una pienezza esistenziale che diventa espressione. Perciò dove trionfa l'antilingua - l'italiano di chi non sa dire ho «fatto», ma deve dire «ho effettuato» - la lingua viene uccisa. (Italo Calvino)
Many mani

Questo è il numero di arti che certe volte servirebbe per far fronte agli impegni quotidiani.
Libera un libro
Il Passe-Livre è un gioco che si fa con i libri: ti è piaciuto un libro e vorresti condividerne il piacere con altri? Credi che i libri debbano essere
un patrimonio a disposizione di tutti? Ti piacerebbe trovare i libri dappertutto e non solo nei luoghi canonici? Vorresti trovare nuovi amici attraverso i libri? Se vuoi tutto questo ed altro ancora ….. LIBERA UN LIBRO. Questa è l’iniziativa presentata dalla biblioteca di San Casciano Val di Pesa con il supporto della libreria Leggere per di Firenze che ha inventato il termine Passe-livre (il circolo invisibile dei lettori) sulla scorta di un gioco nato in America. Partecipare al gioco non costa niente, salvo il sacrificio (molto grande e più alto di qualsiasi prezzo per qualcuno) di separarsi da un libro che amiamo per condividerlo con altre persone.
UN LIBRO UNA CITTA'

Festivaletteratura ha lanciato a Mantova un'interessante iniziativa in occasione del suo decimo anniversario: tutti gli abitanti della città e della provincia sono invitati a leggere uno stesso libro che per il 2006 sarà Jolanda, la figlia del Corsaro Nero di Emilio Salgari. Il progetto, che è stato chiamato Qui comincia la lettura , ha lo scopo di trasformare la promozione alla lettura in un'attività giocosa, coinvolgendo famiglie, gruppi di amici e singole persone, e facendo passare nella cittadinanza l'idea del "libro che entra in circolo". La distribuzione gratuita del libro inizierà in vari punti della città a partire dal 4 febbraio.
GLI IGIENIZZATORI
Tutto è cominciato con una telefonata. 
Una voce da call center mi dice che una delle mie cognate mi ha “regalato” la dimostrazione gratuita di un aspirapolvere a dir poco spaziale, e mi chiede un po’ del mio tempo per fissare un appuntamento. Lì per lì “titubo”, poi viene fuori il mio gene sindacalista e penso a questi poveri lavoratori che vanno in giro per le case a tentare di ingannare vecchiette e casalinghe per far su un tozzo di pane; morale: acconsento.
Il giorno dopo si presentano a casa mia Francesco e Debora con due valigioni neri contenenti aspirapolvere e relativi accessori. Comincia la dimostrazione: nel filtro collocato ad hoc sull’attrezzo si materializza ogni sorta di schifezza, roba da far impallidire un clochard della stazione; mentre Francesco smonta e rimonta con destrezza accessori vari e mi snocciola nomi di terribili polveri infette, Debora mi parla di presidio medico (non ho mai capito che cosa sia, e soprattutto applicato ad un aspirapolvere…). Mia figlia ci guarda sconcertata e corre in camera sua a prendere i suoi attrezzi per le pulizie, secchio, mocio e cencino (che sia un segno?…).
Sono allibita, non tanto per il sudicio che si annida in casa mia, quanto per la piega che sta prendendo tutta la faccenda. Passiamo all’igienizzazione del materasso di camera mia, e qui si raggiunge l’apice. Dopo aver accumulato un quantitativo di polveri varie da “allarme silicosi” sul solito filtro preparato ad hoc, Francesco mi chiede un accendino ed un coltello. Penso: “Dato che sto dimostrando scarso interesse per l’attrezzo mi accoltelleranno e poi daranno fuoco alla casa!? Niente di tutto ciò: Debora raccoglie un po’ di polvere con il coltello e gli dà fuoco; si spande intorno un odore di pollo brucia e lei mi dice: “Vedi, questa non è polvere sono acari morti, relativi escrementi e pelle umana, non ti fa schifo dormire qui? Mi guarda con aria sprezzante ed una smorfia di orrore sul viso, poi apre la finestra per non contaminarsi. A questo punto raccolgo tutte le mie forze, sopprimo il gene della sindacalista e sparo: “Bello bello, ma non lo compro perché io ho il Folletto che mi funziona benissimo, e poi tremila euro non sono mica noccioline!” I due si coalizzano e mi tendono vari tranelli tentando di farmi cadere in contraddizione, poi, dopo avermi prospettato scenari di orrende malattie allergizzanti, cercano di estorcermi dieci nominativi di amici o parenti. Sto per capitolare quando, colpo di scena, torna a casa la mia adorata metà, che prende in mano la situazione, incenerisce con lo sguardo i due igienizzatori e li invita a levare le tende. Mi fanno un po’ pena, ripongono in silenzio tutti i loro attrezzi e se ne vanno lasciandomi il loro recapito scritto su un foglio filtrante. “Poverini, penso, non hanno neppure un biglietto da visita.”
Il mio salvatore mi guarda di sbieco “Ho esagerato un po’?”. Mia figlia piange per la fame ed il sonno ed io mi sento una fetecchia. Quando vado a letto un pensiero mi consola: beh, almeno per qualche notte dormirò in un presidio medico!
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Non ci si può assentare un minuto che subito ti cambiano il template.
(Forse mi hanno estorto la password nel sonno!?)