Bibliofilia
Cominciava a non sopportare più suo marito: si trascinava tutto il giorno tra un bar e l’altro, frequentava gente equivoca e quando stava a casa guardava stupidi programmi in TV bevendo una birra dietro l’altra. Lei sgobbava tutto il giorno, e doveva occuparsi di tutti gli affari di casa, dalle faccende alle bollette. Non ne poteva proprio più.
Un giorno suo marito tornò a casa con una rivista che parlava di libri, non accese la televisione e se ne stette tutto il tempo a sottolineare la rivista con un evidenziatore giallo. Iniziò a frequentare sempre meno i suoi bar preferiti e trascorreva intere giornate in biblioteca. Cominciarono ad arrivare a casa pacchi di libri: erano prevalentemente sudamericani, romanzi, saggi, libri di storia; non riusciva a capire quando li leggesse, forse quando lei era al lavoro. Dopo un po’ i libri sparivano e ne arrivavano altri. Un giorno arrivò anche un vocabolario di spagnolo ed una grammatichetta.
Lei pensò che suo marito avesse trovato un’amante sudamericana molto acculturata, e per stare al passo con lei ….. Comunque fosse lei era contenta, finalmente suo marito si dedicava ad un’attività più interessante che bighellonare tra un bar e l’altro, e soprattutto non guardava più quegli stupidi programmi in TV. Preferì non indagare sulla questione dell’amante, si sentiva tranquilla così, ed era felice che suo marito avesse cominciato a leggere ed a farsi una certa cultura.
Quella mattina, quando suonarono alla porta, stava rigovernando i piatti e suo marito, che negli ultimi due anni aveva anche imparato ad usare il computer, stava consultando uno di quei cataloghi su Internet. Lei andò ad aprire ed irruppero in casa sei agenti di polizia e altri della guardia di finanza, che misero a soqquadro tutta la casa e si portarono via suo marito, tutti i libri ed il computer. Lei rimase lì, seduta, a guardare quel disastro, incapace di dire o pensare qualsiasi cosa.
Il giorno dopo seppe che la polizia, dopo due anni di indagini, aveva scoperto un traffico di cocaina che veniva sciolta nelle pagine di libri provenienti dal Sudamerica e poi recuperata con un complicato procedimento chimico in un laboratorio clandestino.
Per qualche giorno era rimasta in una sorta di limbo mentale, poi aveva tirato fuori da un cassetto la grammatichetta spagnola che nella confusione era sfuggita all’attenzione della polizia, se l’era rigirata per un po' tra le mani e poi aveva deciso, si era iscritta ad un corso di spagnolo; e, ogni sera, dopo aver studiato un po’, annusava una pagina e si sentiva in paradiso.
Il libro giusto
Da tempo ormai non riesco a trovare un libro che mi appassioni, di quelli che non vedi l'ora di riaprire e che ti dispiacerà finire. Avevo cominciato
con grandi speranze Il Circolo Pickwick che in effetti è molto carino, ma lo si può leggere anche "a puntate" come del resto è stato concepito da Dickens, e così è rimasto a metà. Ho acquistato Magia della scrittura, fidando in un'entusiastica recensione sul blog Il Mestiere di Scrivere: il primo capitolo sembrava davvero interessante, poi mi sono resa conto che è un più un testo di consultazione che non un saggio sulla scrittura. E vai, anche questo è finito sul comodino alla mercé della polvere. Nella speranza di risollevarmi il morale ho ripescato dalla libreria La donna giusta di Sandor Marai: inizio intrigante (primo centinaio di pagine) e foriero di promesse, sono a pagina 350 e ancora non ho visto niente, il romanzo si sta rivelando un polpettone ripetitivo. Sono davvero in crisi, soprattutto perché non riesco facilmente ad abbandonare i libri che sto leggendo, e quando capita mi sento in colpa per non essere stata capace di raggiungere la fine. Adesso confido in uno dei quattro libri candidati al Premio del letterario del Chianti che un membro della giuria mi ha gentilmente regalato. Inshallah!
Oggi
Nausea, mal di stomaco e mal di testa: oggi sono un mucchietto di ossa con un po' di pelle attaccata.
Non avrò mica l'aviaria?!
La città incantata
Devo dire che solitamente diffido dei cartoni animati giapponesi: i personaggi sono sempre esageratamente buoni o cattivi, le immagini statiche e legnose, le trame noiosamente scontate. Così, questa volta, quando la mia amica mi ha prestato la cassetta de La città incantata di Hayao Miyazaki l'ho lasciata lì a candire per un po' e poi, convinta dall'Orso d'Oro del festival di Berlino, ho deciso di guardarla insieme a mia figlia (non senza, confesso, una certa titubanza). Mi sono dovuta ricredere, è proprio un bel cartone, pieno di personaggi fantastici, ed una trama sempre al limite tra sogno e realtà: in due parole, è la storia di una bambina, Chihiro, coraggiosa e temeraria, che, per salvare i genitori da un tremendo destino, affronta prove che superano di gran lunga le sue piccole forze. Mia figlia non si è persa un fotogramma, e nonostante il film fosse molto lungo e certe scene decisamente paurose, lo ha voluto rivedere; questa, insieme all'Orso per me è già una garanzia.



Ultime da Marta
Lo scorso pomeriggio è venuta a trovarmi un'amica a cui Marta è molto affezionata; mentre stavamo chiacchierando del più e del meno Marta le chiede: "Sonia, resti a cena da noi stasera?" "No", le dico, "Sonia stasera ha da fare, è venuta da noi a prendere un té" Marta mi guarda stupita: "Perché, a casa sua non ce l'ha?"
Cambiamenti (si spera!)

"Staaaasera mi butto, stasera mi butto ..." cantava Rocky Roberts, ed io stamani mi sono buttata davvero. Non in Arno, intendiamoci! Da giorni rimuginavo su una telefonata da fare, poi mi sono decisa, ho chiamato la "sig.ra Sandra" e mi sono proposta per lavorare come bibliotecaria presso una delle biblioteche più grandi del comune di Firenze. E che c'è di tanto strano, mi si dirà? C'è che io non ho mai fatto questo lavoro, anche se ne conosco tanti aspetti, ed ho sempre pensato che nessuno avrebbe mai preso in considerazione la mia voglia di farlo. Invece la sig.ra Sandra mi ha dato una piccolissima speranza, forse un appuntamento per un colloquio con il dirigente del settore interessato. Fino ad oggi non avevo avuto neppure il coraggio di provarci, per questo sono contenta, anche se non se ne farà di niente.
Se son rose, fioriranno! Speriamo che non siano cachi ....... (battutaccia televisiva)
IL RITORNO






Non so se si è capito come mi sento oggi!
Guarda, un ciuco che vola!
Questa frase si dice di solito a chi è reputato un po' tonto e credulone, ma c'era un tempo in cui i ciuchi volavano davvero. Nel lontano 1397, nel giorno del corpus domini, in piazza Farinata degli Uberti a Empoli, un povero asinello veniva portato su per il campanile e appeso ad una carrucola su una corda, poi veniva fatto "volare" sulla piazza stracolma di gente in festa scendendo veloce dal campanile fino al loggiato del Palazzo Ghibellino dove la povera bestia finiva la sua corsa schiantandosi contro una delle colonne.
Oggi, per fortuna, di questa terribile pratica è rimasto solo un proverbio che gli empolesi si tramandano di generazione in generazione:
O studiar con impegno ed essere uomini, o volar dal campanil per il corpus Domini
Con questa chicca vi saluto, la prossima settimana me ne vado sulle nevi, sperando di non fare la fine del Gatto (appeso).