Tramvia sì, tramvia no, l'Italia dei cachi
Ha vinto il sì, che poi voleva dire no alla tramvia (in Italia c'è qualcuno che è
nato apposta per confondere le idee), ha vinto per poco, ma d'altra parte in pochi sono andati a votare; anch'io non ho votato per vari motivi:
1) Mi faceva fatica uscire di casa e soprattutto non so dove ho messo il certificato elettorale
2) A cosa sarebbe servito il mio voto, tanto Dominici (come lo chiama Sgarbi) ha sempre detto che se vinceva il sì, cioè il no, non gliene poteva fregare di meno e se vinceva il no, cioè il sì, tanto meglio così
3) Sono favorevole alla tramvia, ma poiché tutti i giorni quando vado a lavorare mi sembra di giocare al gioco dell'oca (io lavoro nell'occhio del ciclone, proprio davanti alla futura stazione) ne ho pieni i cosiddetti di cantieri e deviazioni e soprattutto sono stufa di lavori che non finiscono mai
4) Non mi va di dare sostegno ad una giunta che tiene il sacco ad un manipolo di costruttori e faccendieri che da anni imperversano nei lavori pubblici fiorentini
5) Il mio non era un no, anzi un sì (non si capisce più nulla vero?) alla tramvia, ma un rifiuto verso gli incapaci arroganti che da tempo amministrano allegramente la nostra città, appellandosi ad una nuova materia giuridica, il diritto amministrativo creativo
No, non sono una Razzanelliana, me ne guardo bene, mi sento molto più una grillina, ma bisogna far attenzione, perché a Firenze, per l'Ascensione, i grilli li mettono in gabbia.
Un po' di smancerie
Che sia l'amore (Emily Dickinson)
Che sia l'amore tutto ciò che esiste
È ciò che noi sappiamo dell'amore;
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia nel cuore.
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