La sostenibile leggerezza dell’angolo giro
“La sostenibilità va declinata a 360° gradi”: mentre sfaccendavo intorno ai fornelli, con la “coda dell’orecchio” colgo questa frase pronunciata in televisione da un dirigente di Confesercenti al microfono di un impassibile giornalista. La prima cosa che mi è venuta in mente è stato Nanni Moretti mentre schiaffeggia una giornalista che gli parlava di “trend negativo” nel film Palombella Rossa; poi, ho tentato un’analisi in costituenti immediati (vd. grammatica generativa) del sintagma citato. Risultato: nulla assoluto. Mi chiedo, ma come si fa a declinare la sostenibilità: sostenibilita, sostenibilitae, sostenibilitae, sostenibilitam, sostenibilita, sostenibilità …. e se fosse neutro? Meglio non approfondire. E ancora, ma se la declino come faccio a sostenerla? Rischio di perdere l’equilibrio, e poi questo imperativo categorico mi risulta un po’ fastidioso. Quanto alla declinazione di 360° ho qualche difficoltà a capire come si fa a fare una rotazione completa contemporaneamente ad una inclinazione, sì, devo ammetterlo la matematica non è mai stato il mio forte e forse mi sfugge qualche concetto. E se chiedessi aiuto all’astronomia? Forse il tizio non parlava di “bottegai”, ma delle problematiche legate alla rotazione terrestre (di 360°) intorno all’asse inclinato e la sostenibilità era da riferire all’effettivo peso specifico dell’umano globo.
Tutto questo mi fa venire in mente la barzelletta dell’angolo retto che bolle a 90°.
Comunque sono bene accetti suggerimenti ed interpretazioni, buon divertimento.

